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preghiera e teologia

"Se sei un teologo, puoi pregare veramente. Se preghi veramente sei un teologo." Queste parole di Evagrio evidenziano la relazione tra preghiera e teologia: l'una non può esistere senza l'altra. Per i padri della Chiesa la teologia non è una teoria astratta sul Dio sconosciuto: è piuttosto la ricerca di un incontro personale con Lui. La teologia genuina non tratta Dio come un argomento dall'esterno, ma è in Dio; non considera Dio come un oggetto, ma dialoga con Lui come Persona. La teologia cristiana è derivata dalla preghiera e dall'esperienza mistica. E' il contrario di una conoscenza accademica oggettiva che sia distante da Dio. La purificazione e la pacificazione della mente necessari per la preghiera sono richieste anche per la teologia. La preghiera, d'altra parte, deriva ed è basata sulla teologia. Non ci può essere preghiera autentica fuori dalla verità: questo è un articolo di fede essenziale della Chiesa Ortodossa. Distorsioni della verità ...

adulterio mentale

Ogni passione comincia con un pensiero peccaminoso: nessuna nuvola si può formare senza un soffio di vento. La caduta di Eva è interpretata da Filarete di Mosca come l'accettazione di un pensiero e la sua trasformazione graduale in una passione. (...) "Prendi e mangia" diventa una passione quando il pensiero si attualizza e viene messo in pratica. Una disposizione peccaminosa dell'anima, dice Filarete, comincia quando le potenze dell'intelletto sono orientate nella direzione sbagliata. La molteplicità dei propri desideri, che non sono centrati sulla volontà divina, è connessa con la propria deviazione dall'unità della verità divina in una molteplicità di pensieri propri. In altre parole, la distrazione è deviazione dalla semplicità primordiale e dallo stato di unificazione alla molteplicità e complessità. La distrazione è conseguenza della caduta originaria. L'accettazione della mente dei pensieri peccaminosi è una malattia e un peccato della mente, un...

distrazioni

Esser lasciati soli in una stanza con le porte chiuse non è ancora quiete. Nemmeno evitare di parlare è silenzio. Entrambi sono stati interiori che presuppongono pace della mente e calma dei pensieri. Molto spesso chi è solo e cerca di pregare trova confusione e caos nella propria mente. Anche pregando con le labbra la mente vaga lontano. Gli antichi padri chiamano meteorismos , leggerezze della mente, le distrazioni in preghiera. La causa di questa distrazione, dicono, dipende dall'incapacità della persona umana di controllare i suoi pensieri, o le diverse immagini e fantasie che appaiono nella mente. Per controllare questi pensieri la persona deve imparare l'arte della nepsis (attenzione, vigilanza, consapevolezza, sobrietà). Ciò è basato sulla comprensione che ogni pensiero cattura la mente umana gradualmente. Il pensiero nella mente passa attraverso molti stadi diversi di sviluppo. Il primo stadio è chiamato assalto, che è un  semplice concetto o l'apparizione di qualc...

mancanza di gusto

La mancanza del gusto per la solitudine e il silenzio è una delle malattie più comuni della persona moderna.  Molti sono perfino spaventati a rimanere nella quiete, soli o ad avere tempo libero: si sentono meglio solo se sono occupati costantemente. Hanno bisogno di parole, impressioni, si affrettano in continuazione per avere l'illusione di una vita abbondante e piena. Ma la vita in Dio comincia quando le parole e i pensieri cadono nel silenzio, quando le occupazioni mondane sono dimenticate e quando nell'animo umano uno spazio si libera per essere riempito di Lui. Hilarion Alfeyev

calma

Un'esperienza della quiete è essenziale per chiunque desideri imparare l'arte della preghiera. Per conseguire questa esperienza non ci si deve necessariamente ritirare in un deserto. Ma ci si devono riservare alcuni minuti ogni giorno per entrare nella propria stanza, chiedere la porta e pregare il Dio che è nel segreto. La nostra tentazione o il nostro inganno abituale consiste nell'essere sempre occupati e continuamente di fretta per poter fare qualcosa di estremamente importante: crediamo che dedicare troppo tempo alla preghiera ci privi della possibilità di fare cose importanti. L'esperienza di tanti mostra che mezzora trascorsa in preghiera raramente danneggia le nostre occupazioni abituali. Al contrario la preghiera insegna a concentrarsi meglio e rende la mente più disciplinata: come risultato si guadagna tempo invece di perderlo. Hilarion Alfeyev

evitare la verbosità

Perché Cristo ci comanda di evitare la verbosità nella preghiera? Proprio perché la preghiera non nasce dalle parole: la preghiera non è mera somma di richieste indirizzate a Dio.  Prima di essere pronunciata la preghiera deve essere ascoltata nel proprio cuore.  Tutti i veri capolavori della musica e della poesia non sono stati composti semplicemente mettendo insieme parole e suoni sconnessi: prima sono nati nella profondità del cuore del loro autore, e sono stati incarnati in parole o toni musicali. La preghiera è anche un lavoro creativo, che non nasce dalla verbosità, ma da una pace profonda, da un silenzio concentrato e devoto. Prima di intrprendere il sentiero della preghiera si deve entrare nel silenzio interiore e rinunciare alle parole e ai pensieri. Hilarion Alfeyev