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Visualizzazione dei post da settembre, 2011

gli strati del silenzio

Il silenzio è un si m bolo che ha più dimensioni o strati e indica pertanto in più direzioni. Esso trae la sua forza dalla situazione di vita con cui è di volta involta in relazione. La vita può essee vissuta a varie profondità. Ciò che chiamiamo "silenzio" proviene da queste differenti profondità della vita e, se noi siamo disposti, può guidarci fin dentro ad esse. Sulla scorta dei quattro stati del brahman (dell'Essere), la veglia, il sogno, il sonno profondo privo di sogni e lo stato al di là di ogni atato, possiamo distinguere  nel silenzio quattro momenti ben  distinti. -         Primo: il soffocamento delle parole. Si tace nonostante si abbia molto da dire. Si tace per prudenza, per accortezza o per paura. Tale silenzio è un ammutolire. Esercita una violenza, mozza il respiro. Calcola mentre distingue e separa. Nel separare isola il vivente e gli toglie il respiro vitale. Impedisce il flusso della vita. -         Secondo:lo sbigottimento delle par

parlami

O Dio, parla con dolcezza nel mio silenzio quando il chiasso dei rumori esteriori di ciò che mi circonda e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure continuano ad allontanarmi da te, aiutami a confidare che tu sei ancora qui anche quando non riesco a udirti. Dammi orecchi per ascoltare la tua sommessa, dolce voce che dice: "Venite a me, voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo... perché io sono mite ed umile di cuore". Che questa voce amorevole sia la mia guida.   Henri J.M. Nouwen  

autunno

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crisi: da dove ripartire?

http://www.romena.it/component/content/article/1-news-da-romena/429-crisi-da-dove-ripartire-un-incontro-a-romena.html

lo sconosciuto

Il tuo prossimo è lo sconosciuto che è in te, reso visibile. Il suo volto si riflette nelle acque tranquille, e in quelle acque, se osservi bene, scorgerai il tuo stesso volto. Se tenderai l'orecchio nella notte, è lui che sentirai parlare, e le sue parole saranno i battiti del tuo stesso cuore. Non sei tu solo ad essere te stesso. Sei presente nelle azioni degli altri uomini, e questi, senza saperlo, sono con te in ognuno dei tuoi giorni. Non precipiteranno se tu non precipiterai con loro, e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.    Khalil Gibran

ΧΡΙΣΤΟΣ ΑΝΕΣΤΗ

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lungo il cammino si disseta al torrente e solleva alta la testa

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amore travolgente

Un essere umano, psicologicamente, è l’umanità intera. Non solo la rappresenta, ma è la totalità della specie umana. Sostanzialmente è tutta la psiche del genere umano. Su questa realtà molte culture hanno imposto l’illusione che ogni essere umano sia diverso. L’umanità è rimasta imbrigliata in questa illusione per secoli e l’illusione è diventata la realtà. Se osserviamo da vicino la nostra struttura psicologica, possiamo vedere che c’è sofferenza, quindi tutta l’umanità soffre in vari modi. Se vi sentite soli, l’umanità intera conosce questa solitudine. Angoscia, gelosia, invidia e paura, sono sentimenti noti a tutti. Quindi, psicologicamente, interiormente, ciascuno è uguale a tutti gli altri esseri umani. Ci possono essere delle differenze fisiche, biologiche, si può essere alti o bassi, e così via, ma sostanzialmente ciascuno rappresenta tutta l’umanità. Quindi, psicologicamente, noi siamo il mondo; siamo responsabili per l’intera umanità, non soltanto per noi stessi come esseri

MEDITAZIONE IN VALDARNO

SCUOLA DEL SILENZIO ALLA DOMENICA DALLE 18,00 ALLE 19,00 A SAN CIPRIANO via delle Cantine 32   COMUNITÀ’ MONDIALE PER LA MEDITAZIONE CRISTIANA IL LUNEDI ALLE 21,15 PRESSO LA COMUNITÀ “IL SOGNO” A FIGLINE chiesa di S. Maria in Tartigliese via Aretina 86, Località Carresi   IL MARTEDÌ ALLE 21,15 A SAN GIOVANNI PRESSO “L’ALBERO DEI SOGNI” via Roma 33

silenziosa piccola voce

Per me la voce di Dio, della Coscienza, della Verità, o la Voce Interiore  o la "Silenziosa Piccola Voce" hanno lo stesso significato. Non ho visto altra forma. Non ho mai tentato di vederla perchè ho sempre creduto che Dio non avesse forma. Ma quello che sentii fu una Voce da lontano ed ancora appena vicina. Era tanto precisa come una voce umana che distintamente mi parlava in modo irresistibile. Non sognavo mentre sentivo la Voce. L'alscolto della Voce fu preceduto da una terribile lotta dentro di me. Improvvisa la voce mi assalì. La ascoltai, mi accertai che fosse la Voce e la lotta cessò. Mi calmai. La risoluzione fu fatta in accordo, la data e l'ora del digiuno furono fissati... Potrei dare qualche ulteriore evidenza che fu veramente la Voce che sentii e che non fu l'eco della mia accesa immaginazione? Non ho ulteriori prove per convincere lo scettico. E' libero di dire che era un'auto-illusione o un'allucinazione. Può anche essere

se vogliamo veramente

Se vogliamo veramente sapere cos'è la preghiera, dobbiamo concederle del tempo. Dobbiamo rallentare la nostra attività, ricondurla a misura umana. Avremo allora il tempo per ascoltare. E quando sapremo ascoltare, le cose cominceranno da sole a prendere forma. Ma per arrivare a ciò ci è necessario fare in forma nuova l'esperienza del tempo. La ragione per cui non sappiamo trovare del tempo per la preghiera è che crediamo di dover essere sempre in movimento. E' una vera malattia dello spirito. Il tempo oggi è visto come un prodotto commerciale o piuttosto un prodotto che ci è dato sotto garanzia.Siamo mezzadri del tempo, minacciati da una vera reazione a catena: affaticamento, stimoli eccessivi, reazioni smisurate, compensazioni anche esse senza misura, esaurimento nervoso... E tuttavia noi non siamo più debitori verso la carne, verso questa carne che secondo san Paolo sta all'origine del debito: Cristo ci ha liberati. Dobbiamo affrontare in un modo nuovo la nozione d

Vito Mancuso

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ancora oltre

Dov'è la mia dimora? Dove non siam né io né tu. Dove il mio fine ultimo, cui devo giungere?   Dove nessun fine si trova. Ove dunque mi volgerò?    Ancora oltre Dio, a un deserto, devo tendere.           Angelus Silesius

le orecchie di Dio

Il tuo stesso udito, la tua stessa volontà e la tua stessa vista ti impediscono di vedere e udire Dio. Esercitando la tua volontà, ti separi da quella di Dio e impiegando la tua vista, tu vedi solo entro i tuoi desideri, mentre tali desideri ostruiscono il tuo stesso senso dell'udito, chiudendoti le orecchie con ciò che appartiene alle cose terrene e materiali. Ciò ti mette a tal punto in ombra che non puoi scorgere ciò che è supersensoriale e al di là della tua natura umana. Ma se rimani tranquillo, e ti trattiene dal pensare e dal sentire con il tuo sé personale, allora ti verranno rivelati l'udito, la vista e la parola eterni, e Dio vedrà, sentirà e udrà attraverso di te.     Jacob  Bohme

il Sacramento del Silenzio

Noi cristiani abbiamo bisogno di un Sacramento aggiuntivo, cioè del Sacramento del silenzio, ovvero il sacramento della meditazione. Inoltre, ritengo che noi cristiani abbiamo bisogno di ricevere questo Sacramento con frequenza e regolarità. addirittura tutti i giorni (per fortuna si tratta di un Sacramento da autosomministrazione, per cui non dobbiamo nemmeno andare in chiesa). Non è un surrogato alle forme cristiane di preghiera e liturgia, ma è un’aggiunta, a mio modo di vedere necessaria. Per Sacramento del silenzio intendo, essenzialmente, o tipi di pratiche spirituali che fanno uso del silenzio, sia verbale che mentale, per ascoltare il significato interiore più profondo delle parole in cui diciamo di credere. Il Sacramento del Silenzio cerca di somministrare un modo di conoscere che va al di là dei pensieri e delle parole. Se il Mistero rappresenta il contenuto e il fine di ogni esperienza religiosa, allora il Silenzio è il mezzo necessario per lasciar parlare il Mistero stesso.

great gig in the sky

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"And I am not frightened of dying, any time will do, I don't mind. Why should I be frightened of dying? There's no reason for it, you've gotta go sometime." "I never said I was frightened of dying." “E non ho paura di morire, in qualsiasi momento, non mi importa. Perché dovrei avere paura della morte? Non vi sarebbe alcuna ragione, prima o poi si deve andare.” “Non ho mai detto di avere paura della morte”

meditazione profonda

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Kundun

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fine estate

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<br>v Paene insularum, Sirmio, insularumque Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis Marique vasto fert uterque Neptunus, Quam te libenter quamque laetus inviso, Vix mi ipse Thyniam atque Bithynos Liquisse campos et videre te in tuto. O quid solutis est beatius curis, Cum mens onus reponit, ac preregrino Labore fessi venimus larem ad nostrum Desideratoque acquiescimus lecto. Hoc est, quod unumst pro laboribus tantis. Salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude: Gaudete Vosque, o Lydiae lacus undae: Ridete, quidquid est domi cachinnorum. O Sirmione, gemma di tutte le penisole e isole,
 Tutte quelle che nei limpidi laghi
 E nel vasto mare sostiene l'uno e l'altro Nettuno,
 Quanto volentieri e con quanta gioia torno a vederti, 
A stento credendo di avere finalmente lasciato la Tinia e
 I campi Bitini e di vedere te salvo. 
Ah che cosa c'è di più dolce dell'essere libero da preoccupazioni,
 Quando l'anima si libe

non capendo

         Pur non capendo, ho capito              che non ho capito nulla di Te.           Pur non trovando l'ultimo valore,              ho capito la Tua parola. Non so chi porta il tuo messaggio     a tutto il corpo, a tutta la mente, attraverso i miei respiri,     i batter d'occhi, la vita,     le pene, le ansie, i colpi. Pur non capendo, ho capito     che non ho capito nulla di Te. Il Tuo regno si estende di spazio in spazio,     in un batter d'occhio ho ricevuto questa notizia, quando ho perduto il tuo universale dominio     dentro il cuore. Pur non capendo, ho capito     che non ho capito nulla di Te. Nel silenzio profondo dell'animo,     dove Ti ho potuto conoscere, tutte le parole si fermano     in tacita sconfitta. Pur non capendo, ho capito     che non ho capito nulla di Te.     Rabindranath Tagore

todo cambia

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todo cambia

Cambia lo superficial cambia también lo profundo cambia el modo de pensar cambia todo en este mundo Cambia el clima con los años cambia el pastor su rebaño y así como todo cambia que yo cambie no es extraño Cambia el mas fino brillante de mano en mano su brillo cambia el nido el pajarillo cambia el sentir un amante Cambia el rumbo el caminante aunque esto le cause daño y así como todo cambia que yo cambie no extraño Cambia todo cambia Cambia el sol en su carrera cuando la noche subsiste cambia la planta y se viste de verde en la primavera Cambia el pelaje la fiera Cambia el cabello el anciano y así como todo cambia que yo cambie no es extraño Pero no cambia mi amor por mas lejos que me encuentre ni el recuerdo ni el dolor de mi pueblo y de mi gente Lo que cambió ayer tendrá que cambiar mañana así como cambio yo en esta tierra lejana Cambia todo cambia. Julio Numhauser

sine fine dicentes

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