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Data est mihi omnis potestas

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Data est mihi omnis potestas in caelo et in terra, Euntes ergo docete omnes gentes, baptizantes eos in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. (Mt 28,18-19)   L'antifona alla Comunione dell'Ascensione, ripresa dal finale del Vangelo di Matteo, che si conclude con le parole: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo ,  insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.  Ecco, io sono con voi tutti i giorni, per sempre. Ora, se è vero che è sempre con noi, dove lo possiamo vedere, incontrare, ascoltare e perfino toccare? La risposta la troviamo nel discorso di Paolo all'Areopago di Atene: In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. (At 17,28) Questo non significa che tutte le cose sono Dio, ma che tutte le cose sono immerse nella sua presenza e pervase del suo Amore. Anche noi. Anche ciascuno di noi.

ho visto l’acqua scaturire

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Questo canto accompagna l'aspersione domenicale nel tempo pasquale con l'acqua benedetta, memoria del Battesimo,  all'inizio della Messa. Il testo si riferisce alla profezia di Ezechiele 47, che dice: Ho visto l’acqua scaturire dal lato destro del Tempio. Alleluia E tutti quelli cui è giunta quest’acqua sono stati salvati e diranno: Alleluia Vidi aquam egredientem de templo, a latere dextro, alleluia:  et omnes, ad quos pervenit aqua ista, salvi facti sunt, et dicent, alleluia, alleluia. Confitemini Domino quoniam bonus: Quoniam in saeculum misericordia eius. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto: Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula sæculorum. Amen.

omnes, qui in Christo baptizati estis

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Omnes qui in Christo baptizati estis, Christum induistis. (Tutti quelli che sono battezzati in Cristo, sono rivesti di Cristo) Questa antifona alla comunione si canta nel sabato dell'ottava di Pasqua, per  fare memoria del Battesimo celebrato nella Veglia Pasquale del Sabato Santo. Nel testo, citazione di Galati 3,27, si paragona la rinascita nell’acqua ad un vestirsi di Cristo, per sottolineare che al Battesimo corrisponde la rinascita. La partecipazione alla morte di Cristo è partecipazione alla Resurrezione. Il canto inizia evidenziando il soggetto omnes , cioè tutti e sottolinea volutamente le parole battezzati e rivestiti .

raccontaci, Maria, che hai visto per via?

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La Sequenza Victimae paschali laudes, che viene cantata nel giorno di Pasqua e durante l’ottava, risale all'XI secolo, racconta il dialogo tra la comunità e la risposta della Maddalena, che ha incontrato il Signore risorto. Il Vangelo di Giovanni racconta che: La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Anche oggi Gesù viene nel luogo in cui ci troviamo e ci porta la pace. Auguro a tutti una Pasqua colma di pace e di speranza. Victimae pascáli láudes ímmolent Christiáni. Agnus redémit óves: Crístus ínnocens Pátri reconciliávit peccatóres. Mors et víta duéllo conflixére mirándo: dux vítae mórtuus, régnat vívus. Dic nóbis María, quid vidísti in vía? Sepúlcrum Chísti vivéntis, et glóriam vídi resurgéntis: angélicos téstes, sudárium et véstes. Surréxit Chrístus spes méa: pracédet súos in Galilaéam. Scímus C...

venerdì santo

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Crux  fidelis , è un  inno scritto da san Venanzio Fortunato (530-609) in  occasione  di una processione  con la  reliquia  della  Croce,  per la regina Radegunda.  Nella liturgia è l'inno per l'adorazione della Croce e in passato era molto famoso. Il testo liturgico è modificato rispetto all'originale riportato qui sotto. Questo inno ci insegna a guardare la Croce come segno d'amore, di vittoria e di speranza. Lo stesso simbolo della Croce ci suggerisce, con l'incrocio dei pali, di portare nella preghiera l'attenzione al centro, nel cuore. Crux fidélis ínter ómnes árbor úna nóbilis núlla sílva tálem prófert, frónde, flóre, gérmine. Dúlce lígnum, dúlces clávos, dúlce póndus sústinet. Pánge língua gloriósi láuream certáminis,  et súper crúcis trophéo dic triúmphum nóbilem quáliter Redémptor órbis immolátus vícerit. Félle pótus écce lánguet spína, clávi, láncea, míte córpus perforárunt, ...

giovedì santo

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“Nos autem gloriari”  è l'i ntroito (canto iniziale) della Messa in Coena Domini del Giovedì santo, basato su un versetto della lettera ai Galati (6,4).  Invece di un canto eucaristico, ci propone un'acclamazione della croce come nostra gloria, che vuole  sottolineare il tema centrale e l'unità delle celebrazioni dei tre giorni pasquali. Nos autem è il primo canto del Triduo Pasquale e mette in evidenza il NOI come soggetto principale. È l’invito ad entrare dentro noi stessi per trovare Colui che è sceso dentro di noi, assumendo la nostra condizione umana, per trasformarci in Lui e partecipare alla sua vita divina.  Nos Autem  canta in modo straordinario questa trasformazione, che è la nostra Pasqua.   Testo latino NOS AUTEM GLORIARI oportet in cruce Domini nostri Iesu Christi, in quo est salus, vita et resurrectio nostra, per quem salvati et liberati sumus. Deus misereatur nostri, et benedicat nobis: illuminet vultuum suum super...

Canto Medieval a la Cruz: Vexilla Regis Prodeunt

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ad te levavi animam meam

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requiem

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Alleluia: Assumpta Est

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signum magnum

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da pacem Domine

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Pange Lingua

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Veni Sancte Spiritus

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Veni Creator Spiritus

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improperia

http://youtu.be/glIv0EqKyfI

invocabit me

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vox in Rama

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Kyrie XVII

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Kyrie XVIII

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