Il silenzio non è semplicemente la mancanza di parole, di suoni, è qualcosa di piu' sofisticato,infatti possiamo stare zitti e nello stesso momento avere molto "rumore - confusione" dentro di noi, possiamo non rispondere a parole ed ascoltare il silenzio dell'altro ma non vuol dire non comunicare, anzi è proprio l'opposto, riuscire a leggere le parole del silenzio vuol dire aver trovato la combinazione che ci aprirà tutte porte di accesso prima dentro noi stessi e poi verso tutto il resto del mondo e cosa piu' importante "leggere e vedere" dentro il cuore degli altri uomini. In conclusione semplicemente è l'Amore che ci fa scoprire la parola del silenzio, ci fa vedere quello che non abbiamo davanti agli occhi e ci fa udire quello che l'altro non dice a parole. Non è forse vero che quando due persone si amano profondamente ci sono momenti in cui non hanno bisogno di parlarsi x capirsi, vale piu' un silenzio che mille parole. Per essere lunedi mattina sono particolarmente ispirata (incomincio a preoccuparmi...) vi dono una perla di saggezza:
"La realtà dell’altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice."
Fare tutto ciò che posso è normale, fare al di là delle mie capacità è una sfida, dove finiscono le mie capacità comincia la mia fede ed una forte fede vede l'invisibile, crede l'incredibile e riceve l'impossibile. Daisaku Ikeda
Io sono convinto che tutti possano trovare il silenzio dentro di sé. È sempre presente, anche quando siamo circondati dal rumore. Nelle profondità marine, sotto le increspature delle onde, c'è il silenzio. https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-scandinava/il-silenzio-erling-kagge-9788806234454/
L’invocazione di origine biblica Kyrie eleison , tradotta “Signore, pietà”, si rivolge all’amore “materno” di Dio e non nasce da una richiesta di perdono dei peccati . Sarebbe più corretto tradurre “ Signore, amami teneramente ”. Nella traduzione dalla lingua originaria dell’invocazione, l’aramaico, prima in greco, poi in latino e nelle lingue moderne si sono verificati due fenomeni: la perdita del carattere materno di Dio e l’accentuazione della colpevolezza umana. L’invocazione ricorre dieci volte nei Vangeli sinottici ed è rivolta a Gesù (Mt 9,27; 15,22; 17,15; 20,30-3; Mc 10,47-48; Lc 17,13; 18,38-39). Il verbo greco eléēo traduce l’ebraico rhm, che viene usualmente reso con “provare misericordia”, “sentire pietà”, “provare tenerezza”, “commuoversi”, “amare (teneramente)”. Il termine ebraico nell’Antico Testamento indica la componente materna dell’amore di Dio. In latino è stato tradotto misereri, cancellando il riferimento all’amore materno...
Il silenzio non è semplicemente la mancanza di parole, di suoni, è qualcosa di piu' sofisticato,infatti possiamo stare zitti e nello stesso momento avere molto "rumore - confusione" dentro di noi, possiamo non rispondere a parole ed ascoltare il silenzio dell'altro ma non vuol dire non comunicare, anzi è proprio l'opposto, riuscire a leggere le parole del silenzio vuol dire aver trovato la combinazione che ci aprirà tutte porte di accesso prima dentro noi stessi e poi verso tutto il resto del mondo e cosa piu' importante "leggere e vedere" dentro il cuore degli altri uomini.
RispondiEliminaIn conclusione semplicemente è l'Amore che ci fa scoprire la parola del silenzio, ci fa vedere quello che non abbiamo davanti agli occhi e ci fa udire quello che l'altro non dice a parole.
Non è forse vero che quando due persone si amano profondamente ci sono momenti in cui non hanno bisogno di parlarsi x capirsi, vale piu' un silenzio che mille parole.
Per essere lunedi mattina sono particolarmente ispirata (incomincio a preoccuparmi...) vi dono una perla di saggezza:
"La realtà dell’altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice."
Kahlil Gibran da "Sabbia e schiuma"
Buona giornata a tutti.
Tamara